Newsletter del Gruppo Ornitologico Maremmano - Numero 43 - Aprile 2013
Cari amici, l'assemblea ordinaria dei soci e dei simpatizzanti GOM si terrà SABATO 4 MAGGIO alle ore 9.30 presso la sede del Museo di Storia Naturale, in Piazza della Palma a Grosseto. Gli argomenti in discussione riguarderanno le iniziative del nostro gruppo per i censimenti primaverili-estivi, l'organizzazione di escursioni ornitologiche e naturalistiche, l'avvio del progetto Occhione (di cui parliamo in altra parte di questa newsletter), la partecipazione della nostra associazione a iniziative esterne, oltre naturalmente all'approvazione del bilancio e alla verifica degli organismi direttivi. Vi invitiamo a partecipare numerosi all'assemblea e a portare il vostro contributo! Nei prossimi giorni vi invieremo una convocazione di conferma con l'ordine del giorno degli argomenti da trattare specificato in modo più dettagliato.
In vista dell'inizio dei censimenti primaverili alla Diaccia Botrona e delle garzaie, invitiamo tutti coloro che vogliono partecipare a contattare il socio Pietro Giovacchini, che come di consueto coordinerà queste attività.
STUDI E RICERCHE DEL GOM - Spazio dedicato alle attività protezionistiche, alle osservazioni, agli articoli e alle ricerche spesso realizzati a solo scopo amatoriale dagli amici del Gruppo Ornitologico Maremmano.
L'oasi di S.Antonio è realtà ! di don Michele Lamberti - Nella piana tra Campagnatico ed Arcille in Località Sant'Antonio, c’è un’area di circa 10 ettari, che comprende un boschetto quasi perennemente allagato ed una vecchia ansa del fiume Ombrone, la quale essendo circa un metro o due più bassa dei campi circostanti, si allaga regolarmente da novembre a marzo-aprile (eccezionalmente fino a giugno). In questa zona, che è proprio accanto all’Ombrone passano numerosi uccelli migratori, tra cui diversi acquatici. Tutte queste specie si fermerebbero decisamente e regolarmente se non fosse stato per il disturbo dei cacciatori negli anni passati. E nonostante la caccia ci si trovano comunque spesso alcune centinaia di pavoncelle, beccaccini, alzavole, albanelle reali, piro piro...
Ho iniziato a osservare l’avifauna di questa area nell’inverno 2009-2010. Le specie più rilevanti che vi si possono trovare sono : gru (febbraio-marzo), croccolone (svernante occasionale), albanella reale (svernante regolare), nitticora (presenza primaverile occasionale), airone rosso (primaverile occasionale), pendolino, corriere piccolo, piviere dorato, chiurlo maggiore, spatola (occasionale di passo), volpoca (occasionale di passo), gufo comune (occasionale), occhione (nidificante regolare), cavaliere (occasionale di passo), falco cuculo (regolare in migrazione), biancone (regolare in estate), stiaccino (svernante occasionale), pittima reale (migratore occasionale). Cliccate qui per avere una carrellata fotografica dell'oasi.
Purtroppo negli anni passati i cacciatori battevano questa area facendo allontanare molte specie. Dal prossimo settembre invece le cose cambieranno in meglio: la Provincia di Grosseto ha infatti incluso questa piccola area umida in una zona di divieto di caccia ben più ampia, in tal modo dall’autunno 2013 in poi le specie di passo potranno sostarvi e svernare tranquillamente. Questo risultato è stato possibile grazie all'impegno del GOM che, in collaborazione con il WWF provinciale, ha proposto delle opportune varianti al Piano di Gestione Faunistica presentato dalla Provincia, permettendo così la creazione di questa piccola, ma interessante oasi faunistica.
Ci auguriamo che la zona possa diventare un piccolo paradiso per il birdwatching e per la fotografia naturalistica. Come associazione stiamo anche valutando la possibilità di predisporre un piccolo capanno per l'osservazione dell'avifauna.
Raro esemplare di Croccolone nell'oasi - Foto M. Lamberti
L'Atlante degli anfibi di Fausto Corsi e Pietro Giovacchini - Nell’ambito del GOM alcuni soci, che si interessano anche di Erpetologia, hanno da tempo lanciato un progetto per la realizzazione dell'Atlante degli Anfibi della provincia di Grosseto.
Inizialmente (nel 2003) abbiamo provato a vedere quale fosse la copertura raggiungibile con l'impegno di ciascuno, ovvero abbiamo "tastato il terreno". Pianificare un Atlante non è cosa semplice, intanto perchè bisogna disporre di una conoscenza capillare del territorio: la provincia di Grosseto è tra l'altro geograficamente molto estesa e diversificata in termini ambientali. Occorre poi conoscere bene le specie, le forme giovanili ed i girini, disporre di strumentazione ottica quando necessaria, avere una precisa idea sui canti e... cercare molto, molto e ancora molto, nonchè uscire anche di notte, specialmente in primavera quando alcune specie più facilmente cantano e sono attive (e magari si unisce l'erpetologia con l'ornitologia ed altro ancora!). Insomma un impegno non trascurabile, portato avanti con forte entusiasmo dato poi che tra noi vi era la certezza che il territorio Grossetano fosse poco conosciuto in campo erpetologico, alla luce anche dei recenti atlanti: primi tra tutti quello italiano (Sindaco et al., 2006) e toscano (Vanni e Nistri, 2006), nei quali si notano vistosi buchi per alcune specie nella nostra provincia. Da quell'anno citato siamo dunque partiti in maniera coordinata, con il socio GOM Dott. Davide Melini che ha recentemente elaborato un database per l’inserimento on-line dei dati da parte dei rilevatori ufficiali, utilizzato peraltro anche per i dati estemporanei comunicatici da persone esperte.
Le specie individuabili per la provincia sono 13: tra queste alcune rarissime e con forti dubbi sulla loro attuale presenza a livello provinciale come la Salamandra pezzata e l'Ululone dal ventre giallo appenninico, altre definibili rare, magari solo perchè elusive come la Salamandrina dagli occhiali, Rana dalmatina, ed infine quelle con areale ridotto come il Discoglosso sardo e il Tritone alpestre (apuano). La griglia utilizzata, di 10 km di lato, è stata impostata sulla proiezione U.T.M.
Partendo dal fatto che i dati bibliografici affidabili sono meno del 5% sul totale, ci siamo subito resi conto che i risultati sul campo erano fortemente incoraggianti, con moltissime nuove informazioni puntuali ed una rapida ed estesa crescita della copertura del territorio provinciale. Attualmente siamo in fase di rifinitura del Progetto, con ripetute visite nelle zone dove abbiamo meno dati disponibili; tra pochi mesi dovremmo passare all’elaborazione delle informazioni e alla stesura dei testi. La pubblicazione sarà curata dalla provincia di Grosseto, Settore Conservazione della Natura - UP Aree Protette e Biodiversità, che ha fornito sin dall'inizio il coordinamento e disporrà delle splendide foto di Giacomo Radi.
Rivolgiamo un appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti. Se avete dei dati su anfibi in provincia di Grosseto inviateci le segnalazioni! Le inseriremo nell’Atlante, vi citeremo tra i collaboratori e contribuirete alla conoscenza ed alla protezione di questo affascinante gruppo di vertebrati, che purtroppo è in netto declino. Ogni vostra segnalazione deve essere corredata da:
- Nome del/degli osservatore/i
- Data (si prendono in considerazione segnalazioni dal 2003 al 2013)
- Specie. E' ovviamente importantissima l’esatta determinazione. Per specie difficili (gruppo delle rane rosse, tritoni) e rare (salamandra, salamandrina, ululone, discoglosso) è indispensabile la documentazione fotografica.
- Indicazione del luogo di osservazione con le coordinate (longitudine e latitudine), peraltro facilmente recuperabili su Google.
- Fasi fenologiche (adulto, forme giovanili, ovature..)
- Ambiente dell’osservazione (stagno, prato , bosco..)
- Note: tutto ciò che ritenete interessante da segnalare.
I dati vanno inviati al coordinatore del Progetto Pietro Giovacchini. Buona ricerca e... grazie !
Raganella - Foto G. Radi
Il progetto Occhione di Marco Dragonetti - Da diversi anni il GOM ha effettuato studi e ricerche sull'Occhione (Burhinus oedicnemus) nel territorio della provincia di Grosseto. La specie è considerata vulnerabile ed in declino nell'areale europeo, perciò una sua maggiore conoscenza nelle zone dove esistono ancora popolazioni consistenti, come il grossetano , è fondamentale da un punto di vista conservazionistico. La nostra associazione ha effettuato ricerche tra il 2004 e il 2007 dimostrando la presenza invernale di una consistente popolazione (i risultati sono stati poi presentati al CIO di Trieste del 2007); forse alcuni di voi si ricorderanno le notti passate al freddo tra un playback e l'altro, assieme a Pietro Giovacchini, Fausto Corsi, Fabrizio Farsi e a chi scrive...
Al prossimo Convegno Italiano di Ornitologia, che si terrà a Trento il settembre prossimo, il GOM presenterà altri lavori su questa interessante specie, in particolare sui dormitori (roost) invernali e sulle scelte di habitat in periodo riproduttivo (quest'ultimo lavoro fatto in collaborazione con amici ornitologi laziali). Le maggiori conoscenze acquisite sulla popolazione grossetana hanno però lasciato aperti molti interrogativi: gli occhioni che nidificano da noi sono residenti anche in inverno? lo sono in tutto o in parte ? se migrano, quali sono i loro spostamenti ? durante la stagione invernale si spostano a breve, medio o lungo raggio ? quali sono i rapporti tra aree di foraggiamento e agricoltura ? tra habitat di nidificazione e agricoltura ? E' ovvio che le risposte a queste domande consentirebbero di acquisire gli strumenti indispensabili per migliorare lo status di conservazione di questa specie. Inoltre l'Occhione può essere considerata una specie "ombrello", cioè un indicatore sensibile della salute generale dell'ambiente, quindi un utile "strumento" per la gestione corretta dell'ambiente che ci circonda. Naturalmente per rispondere alle domande di cui sopra occorrerà utilizzare tecniche e tecnologie particolarmente avanzate.
A questo proposito, il Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa ci ha proposto, tramite il Dr. Dimitri Giunchi che da tempo effettua ricerche su questa specie, una collaborazione per studiare gli occhioni maremmani. Il progetto, che inizierà da quest'anno, prevede una prima fase - che partirà subito - di ricerca e definizione delle zone vocate e uno studio delle caratteristiche ambientali legate alla nidificazione. La seconda fase - che partirà quest'estate - porterà alla cattura di alcuni soggetti, che saranno marcati con strumenti (data logger) in grado di tracciare gli spostamenti degli animali, senza dover procedere a ricattura. Il progetto proseguirà poi negli anni successivi e ci auguriamo possa essere ampliato.
Il compito del GOM è quello di collaborare alla realizzazione del progetto, contribuendo alla definizione degli obiettivi e dei metodi della ricerca, mettendo a disposizione le competenze e conoscenze acquisite sul territorio, prestando supporto logistico e tecnico. E' evidente che un impegno di questo genere richiederà la collaborazione di molti soci GOM. Chiediamo perciò a tutti coloro che fossero interessati di manifestare la loro disponibilità, inviando una mail a questo indirizzo.
Trekking alle pendici di Monte Leoni di Fabrizio Farsi - L'itinerario che vi propongo si snoda tra il paese di Montorsaio, dove sono nato, e Monte leoni, un’area boscata molto grande che arriva fino a Sticciano e alla stazione di Roccastrada e Paganico. Trekking ad anello (in senso antiorario) lungo circa 9 km. da percorrere in circa 3-4 ore, con un dislivello di soli 250 metri.
In auto, trecento metri prima di arrivare alla frazione di Montorsaio, bisogna girare a sinistra seguendo le indicazioni per Oasi Monte leoni e Convento di San Benedetto alla Nave, si segue la strada che dopo circa 400 metri diventa sterrata e si continua per circa 3 km., si supera un rialto dei cacciatori e dopo 500 metri si trova un bivio, dove la strada principale sale sulla sinistra, qui si deve lasciare l’auto e iniziare il nostro sentiero. Si prende la sterrata di destra che prosegue su percorso pianeggiante. Siamo a circa 400-450 metri di altitudine, e stiamo camminando in un bel bosco misto di cerri, lecci, carpini, corbezzoli e con molti castagni ormai abbandonati e morenti, di notevoli dimensioni. Qui il taglio del legno non è stato fatto da molti anni e lo si nota subito, anche perché ci sono molte piante cadute per la neve o per malattia, che non sono state toccate, sono rimaste quindi adagiate su altre vive, e si stanno decomponendo lentamente come natura comanda.
Percorsi circa 750 metri, la vegetazione si apre e sulla destra ecco apparire un rudere (vedi foto sotto) che una volta era un convento, poi trasformato in una fattoria, abitata da molte persone, ma ora abbandonata da molti anni e pericolante. Vi consiglio di entrare nell’aia e di superare l’immobile (senza entrarvi). Sulla sinistra c’è un esemplare centenario di Leccio (vedi foto sotto), già inserito nell’elenco delle piante monumentali della Toscana, la pianta non è altissima (si notano le varie capitozzature fatte negli anni), ma la base è veramente notevole e si può notare che l’albero è cresciuto abbarbicato ad un muro, con le radici che sporgono dal terreno.
Proseguendo sullo stradone, si nota l’elevato numero di piante di grosse dimensioni, ci sono dei corbezzoli, cerri e lecci veramente notevoli, interessante la presenza di molti agrifogli che crescono benissimo in questo ambiente ombroso e fresco, qui vive sicuramente il gatto selvatico e non mi meraviglierei della presenza del lupo, visto la dimensione e la selvaticità della zona, abitata da un numero elevato di caprioli e cinghiali. Tra l’avifauna, si annovera la presenza di cince, scricciolo, pettirosso, tordo, capinera, merlo, colombaccio ed altre specie tipiche del bosco di alto fusto, tra i rapaci è sicura la presenza del falco pecchiaiolo e del biancone, oltre a civetta, assiolo e allocco.
Percorsi 1,3 km. si arriva ad uno spiazzo con una baracca, da lì si prende il sentiero sulla sinistra che sale; dopo circa 500 metri si trova un bivio, dove si gira ancora a sinistra, seguendo il percorso dell’acquedotto. Camminando è facile sentire il tambureggiare del picchio rosso maggiore e proseguendo si nota che il cerro e il leccio hanno preso il sopravvento sulle altre essenze, il primo perché è stato preferito alle altre querce durante il vecchio taglio a ceduo, il secondo perché è la pianta che meglio di tutte riesce a rigenerarsi da seme. Si arriva quindi fino ad un bivio, e ad una spianata dove c’è una fonte (chiamata del dottore); prima dell’incrocio, sulla destra ci sono tre pozzi dell’acqua e un palo con la scritta acquedotto; da lì sulla destra, parte uno stradone che conduce ad una costruzione, raggiunta la quale, si nota sulla destra un sentiero più stretto che si inoltra nel bosco, è questo che dobbiamo prendere per arrivare fino alla cima di Monte Leoni.
Si incontra a un certo punto un cartello con scritto Oasi , qui si gira a destra e si segue il filo spinato, dopo appena 20-30 metri il filo spinato si interrompe, si gira a sinistra e si sale (superando un muro e una grossa quercia con l’edera), fino in cima alla vetta, dove c’è un ceppo di cemento con scritto IGM, siamo nel punto più alto, da qui si può ammirare la piana Grossetana fino alla Diaccia e al mare, a sinistra le colline del parco della Maremma e il tino di Moscona, alle nostre spalle il Monte Amiata, a destra Roccastrada. Per il ritorno si deve ripercorrere il sentiero fino a tornare al cartello dell’acquedotto, scendendo, si scopre ancora un bel panorama che all’andata forse era sfuggito, tornati allo spiazzo della fontana (del dottore) si gira a sinistra e la strada ci porta scendendo in 20 minuti al punto di partenza.
Leccio secolare e vecchia fattoria a Monteleoni - Foto F. Farsi
Gita ornitologica a Trquinia di Luca Passalacqua - Domenica 10 marzo scorso, come previsto, si è svolta la gita del GOM alle Saline di Tarquinia, alla quale abbiamo partecipato in dieci persone, rimanendo nella Riserva Naturale tra le 10 e le 14.30 circa. Dopo aver raggiunto a piedi dall’ingresso della Riserva il villaggio delle famiglie degli ex dipendenti e la stazione del Corpo Forestale dello Stato (CFS), costeggiando alcune delle vasche delle saline, abbiamo fatto un primo percorso tra le vasche e lungo la spiaggia, accompagnati dall’ornitologo di Tarquinia Stefano Celletti (che è stato molto disponibile a farci da guida). Questa parte della riserva è visitabile soltanto previa autorizzazione del CFS. Dopo il pranzo al sacco, abbiamo percorso un sentiero circolare intorno ad uno stagno di acqua dolce e a lato di un lago artificiale, rispettivamente ripristinato e realizzato dal CFS, sentiero aperto al pubblico la seconda Domenica di ogni mese.
Stefano Celletti ci ha anche raccontato la storia delle Saline, realizzate nell’800 dallo Stato Pontificio, per liberarsi dalla dipendenza nel procurarsi il sale da altri stati, passate poi ai Monopoli di Stato italiani e rimaste in produzione fino agli anni 90 del 900; a seguito della cessazione dell’attività, le saline avevano subito danni a causa di alluvioni e mareggiate e sono state in parte restaurate (ripristino di vasche interrate e manutenzione dei muretti di separazione) dopo la nascita della Riserva Naturale. La proprietà sia della zona umida che del villaggio è demaniale.
Passando agli aspetti ornitologici, la visita è stata interessante, oltre che per rendersi conto della situazione ambientale, soprattutto riguardo ai gabbiani (presenti Corallino e Gabbiano roseo), mentre sono state poco numerose le osservazioni di rapaci (un solo gheppio). Ben presenti le anatre di superficie (Fischione, Alzavola, Germano, Canapiglia, Mestolone) e Volpoca. Poco numerosi i limicoli (Piovanello pancianera, Pettegola, Piro piro piccolo), a causa dell’acqua molto alta in quasi tutte le vasche e nessuna anatra tuffatrice (che, in base alle informazioni di Celletti, frequentano solitamente il lago artificiale). Di curioso: avvistato 1 rondone molto precoce che volava tutto solo e in un branco di circa 30 fenicotteri, sono stati letti ben 5 anelli !! Uno di questi fenicotteri era nato ed inanellato in Algeria nel 2009 e letto solamente una volta ad Orbetello nel 2011 e a Tarquinia da noi. Gli altri 4 erano tutti italiani, 3 nati a Comacchio (FE) e 1 a Cagliari. Uno dei fenicotteri di Comacchio, nato nel 2009, si era spostato subito alle saline di Tarquinia e qui sembra essere rimasto senza effettuare nessuno spostamento. Cosa assai strana per questi uccelli.
Per le altre classi di vertebrati, osservate almeno 5 nutrie (3 adulti e 2 cuccioli) e sentiti canti di rane verdi e rospi smeraldini (di quest’ultima specie, trovato anche un esemplare morto sulla strada subito fuori dei confini della Riserva Naturale). Tra gli invertebrati, osservate alcune cavolaie, 1/2 Colias crocea e/o altre pieridi. Al termine della gita ci siamo fermati a prendere un caffè tutti insieme e ci siamo riproposti di fare altre escursioni da organizzare come GOM
Fenicotteri a Tarquinia - foto R. Cerretani
Convegno Italiano di Ornitologia a Trento - Il XVII Convegno italiano di Ornitologia si terrà a Trento dall'11 al 15 settembre 2013. Il XVII CIO sarà organizzato grazie ad una collaborazione tra il Museo delle Scienze, l'Università e la Provincia Autonoma di Trento, che hanno accettato la proposta del CISO (Centro Italiano Studi Ornitologici) di ospitare il Convegno.
Il Gruppo Ornitologico Maremmano contribuirà al convegno con alcuni lavori (poster e comunicazioni) presentati da diversi nostri soci. Per questo motivo ci sembra opportuno riepilogare le scadenze previste per i lavori e la loro presentazione. Entro il 30 aprile devono essere inviati i riassunti delle comunicazioni orali. I riassunti dei poster devono essere presentati entro il 30 giugno. Chi desidera pubblicare il proprio lavoro sulla rivista del Museo di Trieste Studi trentini, dovrà consegnare il lavoro in formato .doc su chiavetta USB (4 pagine per le comunicazioni, 1 pagina per i poster) al momento dell'arrivo al convegno. Le norme redazionali per la pubblicazione dei lavori sono visibili qui. Il primo termine di scadenza per la registrazione, dopo il quale si paga una quota maggiorata, è il 30 giugno.
Ulteriori informazioni le trovate su sito del CISO http://ciso-coi.it/.
Bioblitz - Il Museo di Storia Naturale della Maremma ha organizzato per il 25 e 26 maggio una iniziativa denominata Bioblitz, alla quale collaborerà anche il GOM, assieme alle altre associazioni naturalistiche legate al Museo, oltre a collaboratori e ricercatori universitari di varia provenienza. L'iniziativa è sponsorizzata dalla Fondazione Cultura di Grosseto, dal Comune e da Allianz Assicurazioni.
Ma cos'è un Bioblitz ? E' un modo informale e divertente di registrare la varietà delle forme di vita che possiamo trovare in natura e condividere le competenze e l’entusiasmo per gli animali selvatici e le piante spontanee. Ricercatori e cittadini collaborano fianco a fianco alla raccolta di dati sul nostro ambiente. Un Bioblitz viene realizzato infatti da un gruppo di ricercatori, studenti, naturalisti e cittadini comuni che lavorano assieme per segnalare e registrare quante più possibili specie di piante, animali e funghi all’interno di un’area, in un definito arco di tempo (24 h).
Un Bioblitz può quindi essere visto come una vera e propria gara in collaborazione!...e soprattutto come un mezzo per avvicinare i cittadini alla natura e alla sua conoscenza. Chi può partecipare ? Un mix di ricercatori e pubblico più ampio è la chiave del concetto di Bioblitz: tutti possono prendervi parte, in modo diverso: bambini, famiglie, scuole, adulti di ogni età, purchè accomunati dalla passione per la natura.
Come funziona ? I partecipanti vengono suddivisi in gruppi, coordinati da ricercatori esperti, per svolgere attività di raccolta di dati scientifici (p.es. censimenti di uccelli, rilevamenti della vegetazione, campionamenti di insetti). In questo modo ogni ricercatore può ottenere informazioni utili ai suoi studi, mentre il pubblico matura una conoscenza personale dell'ambiente. Non tutte le specie possono essere identificate sul campo: al termine delle attività, i gruppi di lavoro si muovono verso un Campo Base, dove avviene l’identificazione delle specie.
Ma il Bioblitz è anche altro: singoli appassionati, famiglie o piccoli gruppi di persone, muniti di apposite schede di rilevamento, possono iscriversi e muoversi in autonomia nell’area di studio e, nel corso della loro passeggiata, individuare, fotografare e registrare la presenza di animali e piante, che verranno poi identificati al Campo Base, con l’aiuto di personale esperto.
Dove e quando si svolgerà ? All'Oasi WWF di San Felice, in località Fiumara sulla strada tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, con inizio sabato 25 alle ore 19 e terminerà domenica 26 alle ore 19. Per partecipare all'iniziativa - che sarà comunque gratuita e aperta a tutti - è consigliabile effettuare una pre-iscrizione sul sito internet apposito, dove troverete anche un programma dettagliato e tutte le altre informazioni utili.
Il GOM si occuperà prevalentemente della individuazione e riconoscimento degli uccelli, in particolare tramite registrazione e studio dei canti e richiami.
Iniziano i censimenti in Diaccia - Da quest'anno le attività di censimento dei nidificanti in Diaccia Botrona hanno inizio (in forma ridotta) ad aprile, secondo una variazione al protocollo di lavoro che porta ad incrementare anche le conoscenze sui passeriformi nidificanti nei canneti (oltre alle tradizionali indagini sugli uccelli più propriamente acquatici). Canneti che peraltro sono sempre più estesi e meglio strutturati nel contesto ambientale. I dormitori delle Albanelle sono già oggetto di censimenti realizzati da gennaio intorno al 20-25 di ogni mese.
Sono inoltre già decollati i conteggi realizzati nei pressi della garzaia delle Marze, con un anticipo che promette di ottenere ottimi risultati finali. Basti pensare che rispetto allo scorso anno questo mese di aprile su un transetto calcolato sempre di un'ora e nella stessa fascia oraria di quello del 2012, si avevano entrate ed uscite incrementate del 38 e 120 % rispettivamente. Nessun indizio di nidificazione dei cenerini era stato recuperato con il conteggio al roost delle Marze (garzaia) fatto a gennaio 2013 (zero assoluto in fatto di presenze).
E' dunque stato organizzato per il 19 aprile con ritrovo alla Casa Rossa una primo raduno che prevede:
- i monitoraggi ai passeriformi su un percorso definito
- il play back per il tarabuso + rallidi
- il controllo del calendario riproduttivo di avocetta e cavaliere d'italia
- il conteggio mensile al roost delle albanelle posto nel canneto
- un primo controllo degli anatidi (+airone rosso) in Botrona.
La Diaccia - Botrona.
NOTIZIE BREVI -- Nei soli mesi di marzo ed aprile ci sono arrivate ben due segnalazioni di Puzzole morte. Nella zona di Braccagni da parte di Guido Ceccolini e recentemente nella zona di Arcidosso riferita da Loriano Moscatelli. Purtroppo questo bellissimo mustelide sta diventando sempre più raro nelle nostre zone ed è preoccupante constatare ben due morti in un brevissimo lasso di tempo. Possibile che siano solo incidenti casuali provocati da automobili?
Puzzola morta presso Arcidosso - Foto L. Moscatelli
-- La socia GOM Lorella Bevilacqua ci invia foto di Salamandrine dagli occhiali che sono presenti attorno a casa sua nei pressi di Roccastrada e ci riferisce che: "in tutto per ora ne ho fotografate 7, ovviamente riesco a trovare solo quelle che vengono sul marciapiede, immagino che intorno nel giardino ve ne siano molte altre, ma nell'erba di notte è praticamente impossibile trovarle."
Salamandrine dagli occhiali - Foto L. Bevilacqua
-- Guido Ceccolini ci informa del crollo di una parte di una parete nella Riserva Naturale di Rocconi. La grande massa di roccia ha trascinato con se anche una parte del bosco sottostante, creando una specie di macereto. Si tratta del complesso roccioso a sinistra del torrente Rigo. Non sappiamo dire quando il crollo sia avvenuto. Forse il 26 febbraio, in concomitanza con un grande boato che fu avvertito in zona.
Rocconi prima e dopo il crollo della parete - Foto G. Ceccolini
-- Una bella notizia ci viene da Siena. La caccia alla volpe in tana non si farà, la Provincia di Siena ha fermato la delibera. E' stata annunciata una moratoria del provvedimento riguardante la possibilità, in deroga alla normale stagione venatoria, di cacciare le volpi in tana, proprio nel periodo della riproduzione. Tecnicamente trattasi di moratoria, ma di fatto la caccia in tana non si farà. E' il primo anno che questa forma assurda di attività venatoria "fuori stagione" viene bloccata dalla protesta dei cittadini.
-- Nell'ambito del Walking festival 2013 sponsorizzato dal Parco dell'Arcipelago Toscano, si svolgeranno alcune escursioni gratuite all'Isola del Giglio e all'Isola di Giannutri fino al 5 maggio prossimo. Chi volesse saperne di più può scaricare i programmi dettagliati del Giglio e di Giannutri.
-- Fabrizio Farsi ci invia la foto della fioritura della Barlia robertiana, rara orchidea spontanea endemica in Toscana. Quest'anno le infiorescenze sono 4, l'anno scorso erano 3, prima erano 2. Per chi non conosce il posto, bisogna andare verso Marina di Alberese, e all'incrocio prima di Spergolaia, si prosegue dritto verso le canoe e dopo appena 50 metri, sulla sinistra la potete vedere.
Barlia robertiana - Foto F. Farsi.
-- Carlo Castellani ci informa di una interessante iniziativa della Scuola di Geografia e per l'Ambiente di Oxford in Inghilterra. Si tratta di una raccolta di informazioni, mediante il metodo di crowd sourcing cioè la partecipazione di tutti i cittadini, per creare un atlante internazionale delle zone dove viene esercitata la caccia alla selvaggina migratoria. Si può contribuire alla creazione di questa mappa compilando un apposito questionario, dove inserire le zone di cui si è a conoscenza e i tipi di caccia praticati. Ovviamente le informazioni di questo genere sono di grande aiuto nello studio dell'impatto della caccia sulle specie che migrano. Potete trovare il questionario (che vi viene proposto in inglese, ma è selezionabile anche in italiano) a questo link:
http://research.ouce.ox.ac.uk/limesurvey/index.php?sid=47842&lang=en&goback=%2Egde_1892828_member_226817357
-- Michele Lamberti segnala la presenza a Braccagni di ben 25 (!) Mignattai, come si vede dalla foto sotto. Le foto documentano che gli uccelli si nutrono attivamente di gamberi della Louisiana, presenti nelle acque della zona.
Mignattai - Foto M. Lamberti
-- Guido Ceccolini ci comunica che a questo link è da oggi visibile un documentario sul Progetto LIFE Natura Save The Flyers. Vengono descritte le azioni realizzate nell’Alta Valle dell’Albegna (GR) e nel Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi (AN) per la reintroduzione del nibbio reale e la conservazione della chirotterofauna. Buona visione.
-- Alcuni amici del GOM ci hanno segnalato un articolo apparso sul TIRRENO qualche tempo fa. Il titolo recitava : "Sos estinzione, 800 fagiani per rimpinguare la specie". Cos'è uno scherzo ? - direte voi - oppure una barzelletta ? o una battuta da cabaret ?
Nel testo poi si leggevano perle di questo genere: "Ottocento fagiani nelle mani del Comune di Orbetello per il ripopolamento della fauna (sic!!) nel territorio della bassa Maremma.....l’assessorato alla caccia [del comune di Orbetello, n.d.r] ha rinnovato la volontà di salvaguardare le specie animali (!!) sulle aree di propria competenza......per l’amministrazione comunale ha presenziato il vicesindaco, nonché assessore preposto alla caccia Marcello Stoppa. Gli animali sono stati suddivisi in base a una ripartizione geografica del territorio che prevede una zona nord, una centrale e una meridionale ... in modo da... non lasciare che alcune aree rimangano prive di esemplari"
A questo punto possiamo dire di aver imparato qualcosa: per salvaguardare la biodiversità e le specie animali, basta buttare un bel po' di fagiani, che verrano sparati qualche mese dopo dai cacciatori. Semplice, vero !?
-- In redazione arrivano segnalazioni eventi e convegni su vari argomenti attinenti la conservazione della fauna. Venerdì 7 giugno prossimo a La Spezia si terrà un convegno su "Vetri ed Avifauna - killer involontari e biodiversità" organizzato dalla LIPU; chi vuole maggiori informazioni può scaricare qui la seconda circolare del convegno.
Sono disponibili qui tutte le relazioni del convegno sulla "Strategia contro l’avvelenamento della fauna in Italia", svoltosi a Roma il 28 febbraio 2013. Inoltre è possibile leggere la pubblicazione "Strategia contro l’uso del veleno in Italia" scaricabile in formato pdf qui.
L'ANGOLO DEI CANTI E RICHIAMI - Questa volta proponiamo due tipi di vocalizzazioni molto strane e difficili da sentire. Eccovi qui (590 KB) i versi dell'Ibis eremita mentre sta foraggiando e il richiamo (500 KB) di un Tarabuso che si invola allarmato. In entrambi i casi non si tratta di melodie degne di un usignolo, ma accontentiamoci!
Nota: se cliccando sul link il vostro browser non apre il riproduttore audio e non scarica il file, potete scaricarlo anche agendo nel modo seguente. Fate click DESTRO sul link, nel menu che si aprirà scegliete "Salva oggetto con nome". Si aprirà la consueta finestra di salvataggio di windows: salvate il file sul vostro computer. A questo punto l'audio può essere ascoltato facendo semplicemente doppio click sul file che avete salvato. Se avete ancora problemi comunicatelo alla redazione.
LE FOTO DEL MESE - Qui di seguito inseriamo le foto scattate dagli amici del GOM che ci arrivano in redazione. Vi invitiamo a collaborare inviandoci un vostro contributo: anche se si tratta di foto non perfette tecnicamente, ma che ritraggono soggetti interessanti o documentano abitudini e comportamenti particolari, sono assolutamente gradite!!
Vi presentiamo due primi piani di Gufo comune (600 KB) di Ilario Uvelli e tre scatti (400 KB) di don Michele Lamberti, che ritraggono uno Spioncello in abito estivo quasi completo e il Mignattaio, ancora alle prese coi gamberi.
Per inviare materiale fotografico, notizie interessanti, avvistamenti di uccelli, suggerimenti, critiche o proposte alla redazione della newsletter fate click qui. Segnalateci anche altri indirizzi di posta elettronica a cui inviare L'Occhione.
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