Newsletter del Gruppo Ornitologico Maremmano - Numero 36 - Dicembre 2011
Tanti Auguri di Buon Anno Nuovo a tutti i nostri lettori, ai soci e simpatizzanti del Gruppo Ornitologico Maremmano!
Vogliamo ricordare a tutti voi che dal 2010 il GOM si è costituito ufficialmente come associazione di volontariato e ha ottenuto l'iscrizione al registro regionale delle ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale). Da questo mese sono perciò aperte le iscrizioni per l'anno 2012. Invitiamo i "vecchi" soci a rinnovare la loro adesione e a tutti coloro che desiderano partecipare attivamente alle nostre iniziative chiediamo di diventare nuovi soci, per dare impulso alle attività protezionistiche, naturalistiche e di ricerca del GOM. Anche per il 2012 la quota di iscrizione resta di 15 Euro; chi desidera iscriversi o rinnovare la propria adesione può prendere contatto con Luca Passalacqua (tesoriere del GOM, email : passalacqua.luca@alice.it ) o con la redazione de L'Occhione cliccando qui. Iscrivetevi e partecipate alle iniziative del GOM!!
STUDI E RICERCHE DEL GOM - Spazio dedicato alle attività protezionistiche, alle osservazioni, agli articoli e alle ricerche spesso realizzati a solo scopo amatoriale dagli amici del Gruppo Ornitologico Maremmano.
Grande successo del corso di birdwatching - Si sono tenute nei giorni 9 e 16 dicembre le prime due giornate del corso di birdwatching organizzato dalla Provincia di Grosseto (Area Ambiente e Conservazione della Natura) con la collaborazione del Gruppo Ornitologico Maremmano. La serata inaugurale, aperta dall'assessore provinciale Patrizia Sivieri, ha visto una grande partecipazione al di là di ogni aspettativa, con la presenza di oltre settanta persone. Del resto le iscrizioni al corso avevano superato in brevissimo tempo il limite determinato dalla capienza massima della sala dove si svolge l'iniziativa, tanto che hanno dovuto essere chiuse già nel mese di novembre. Si sta già pensando di riproporre un nuovo corso per l'anno prossimo, per consentire la partecipazione anche a coloro che sono rimasti esclusi quest'anno.
Gli argomenti già trattati riguardavano l'osservazione degli uccelli negli ambienti più prossimi alle abitazioni (bird gardening), l'uso di nidi e mangiatoie artificiali, i diversi ambienti della nostra provincia dove osservare gli uccelli, le caratteristiche dell'avifauna che popola l'ambiente urbano, le terminologie tecniche utilizzate in ornitologia e il cosiddetto birdwatching tecnologico, ovvero l'uso di registratori, microtelecamere, trappole fotografiche ed altre attrezzature, che permettono di osservare l'avifauna in modo molto ravvicinato senza arrecare disturbo.
Il programma completo del corso lo potete scaricare qui, ma raccomandiamo a tutti i partecipanti di controllare anche il sito internet dell'ufficio Aree Protette www.maremmariservadinatura.it su cui verranno indicate eventuali modifiche effettuate in corso d'opera. Su questo stesso sito prossimamente sarà reso disponibile e scaricabile tutto il materiale presentato dai relatori durante le loro conferenze. La sede del corso è il Centro per l'Impiego della Provincia, in via Scopetani a Grosseto, inoltre sono previste uscite con osservazioni sul campo guidate da personale esperto nella Riserva Naturale della Diaccia-Botrona, del Monte Labbro, del Pescinello e di Rocconi. La prossima lezione è prevista per venerdì 13 gennaio alle ore 17 in Via Scopetani.
Corso di Birdwatching organizzato dalla Provincia e dal GOM - Foto A. Cenerini
Progetto rapaci notturni in inverno di Fausto Corsi - Come già sapete il GOM ha presentato all'ultimo convegno italiano di ornitologia (Cervia settembre 2011) un lavoro sui rapaci notturni in inverno, con dati raccolti nei mesi di dicembre e gennaio a partire dal 2004. Il lavoro ha destato molto interesse, sia per la quantita di dati raccolti, in un'area vasta e molto diversificata e anche per la qualità del lavoro, con risultati molto interessanti, ad esempio lo svernamento regolare dell'assiolo, che in precedenza era ritenuto presente irregolarmente in inverno per la Toscana.
Abbiamo ritenuto di proseguire la raccolta di dati, ci piacerebbe fare un lavoro corale in cui tutti i soci e simpatizzanti del GOM partecipassero a questa importante e bella iniziativa. Quindi orecchie dritte a sentire tutti i versi, occhi attenti ad osservare e dita pronte a registrare tutte le osservazioni. Di ogni singola osservazione, ci servono i seguenti dati: specie, data di osservazione, luogo (il più possibile preciso), osservatore/i e note. Con note intendo tutto cio che ritenete importante e utile segnalare, ad esempio tipo di habitat del luogo dell'osservazione, se il rapace era morto, o vivo etc...
Se avete dei dubbi riguardo alla determinazione indicate il dato come dubbio lo inseriremo in una lista a parte e vedremo se in futuro sarà confermato. Vi ricordo che tra tutte le 6 specie di rapaci notturni presenti in inverno nella nostra provincia abbiamo solo 4 dati per il Gufo di palude, quindi chi va nelle paludi faccia particolare attenzione a questa specie che si muove anche nelle ore crepuscolari, guardate bene tutte le albanelle reali femmina che si muovono basse e frontali all'osservatore .. potrebbe essere il mitico e raro gufo di padule. Abbiamo carenza di dati anche nelle zone molto boscate. Insomma questo è un invito a contribuire tutti ad una migliore conoscenza di specie molto affascinanti, interessanti e che in alcuni casi (vedi ad esempio l'Assiolo) soffrono anche di un non favorevole stato dal punto di vista conservazionistico. I dati verranno raccolti a cura di Marco Dragonetti e vanno quindi segnalati a questo indirizzo email. Chi vuolesse rendersi conto del lavoro già fatto negli anni passati può scaricare il pdf del poster che è stato presentato al Convegno di Cervia.
Censimento nazionale del Nibbio reale (Milvus milvus) - A partire dalla stagione invernale 2011-2012 il CISO (Centro Italiano Studi Ornitologici) promuove il censimento nazionale della popolazione svernante di Nibbio reale. Grazie alla partecipazione di oltre 50 rilevatori, nei giorni 9-11 Dicembre scorsi si è tenuta la prima sessione di conteggi effettuati in 10 regioni italiane. La seconda sessione si terrà nei giorni 7-9 Gennaio 2012, in accordo con quanto indicato dalla LPO che coordina i censimenti anche in Francia e Svizzera.
Sotto la sezione novità, al seguente indirizzo internet http://www.ciso-coi.it/, è disponbile la seconda circolare con gli scopi del progetto e l'elenco dei referenti regionali. Si invitano tutti gli interessati a contattare i referenti della propria Regione per partecipare al progetto. Al termine dei rilievi sarà pubbicato sul sito del CISO un bollettino in pdf con i risultati per ogni Regione interessata.
Il referente regionale per la Toscana è l'amico e socio GOM Guido Ceccolini (per contattarlo via email clicca qui), che come è noto coordina un'azione di ripopolamento del Nibbio reale in Provincia di Grosseto nell’ambito del progetto LIFE Save The Flyers. Chi vuolesse saperne di più a proposito di questo progetto può scaricare l'opuscolo divulgativo a questo link. Inoltre Guido ci comunica che ha realizzato un filmato, disponibile su internet a questo link, del roosting di nibbi reali e nibbi bruni che si è formato a seguito dell'azione di ripopolamento effettuata dal CERM in questi anni.
Partecipare al Batumi Raptor Count di Carlo Castellani - Sto collaborando all'aspetto ecoturistico e parzialmente anche a quello antibracconaggio del progetto Batumi Raptor Count. Rimando gli interessati al sito del progetto (www.batumiraptorcount.org) per i dettagli specialmente sugli aspetti scientifici e conservazionisti, faccio qui di seguito una breve sintesi delle caratteristiche del progetto e rimango a disposizione di chi voglia avere maggiori informazioni o spiegazioni (la mia email qui).
Quasi per caso diversi anni fa dei giovani ricercatori belgi notarono che le cifre fornite da vecchi studi sovietici sul passaggio di rapaci migratori lungo la costa georgiana del Mar nero erano sballate: non 80.000, ma oltre 800.000 rapaci passano lungo la costa nei pressi di Batumi durante la migrazione autunnale, facendone così uno dei più grossi "imbuti" del mondo (il maggiore del mondo in Vera Cruz, Messico, registra 1.600.000 rapaci). Quest'anno un giovane falco della regina ha aggiunto la 35sima specie di rapace diurno transitata nei pressi di Batumi.
Da 4 anni sono stati organizzati i conteggi (10 agosto - 10 ottobre). Vi ho partecipato nel 2010. Un'esperienza indimenticabile. Il posto è bellissimo (verdi colline sul mare). Sono organizzate 2 stazioni di conteggio, a 2 e 6 km dalla costa; i contatori devono coprire una fascia di 2 km di lato, così che teoricamente la sezione coperta sono 8 km dalla costa verso l'interno. Come contatore ho sofferto di complesso d'inferiorità di fronte a mostri (tipo Lucio Maniscalco) che a 2 km di distanza contro un cielo nuvoloso ti sanno dire il codice fiscale di tutte le aquile di passaggio. Quando va male passa un paio d'ore senza che arrivi qualcosa, perché non esistono le condizioni, le termiche; poi si incomincia a vedere dei puntini sopra le montagne verso nord, i puntini diventano centinaia, qualche secondo dopo migliaia; ci si dividono i compiti, tu a destra, tu a sinistra, a te i nibbi, a te i pecchiaioli. Non tutte le specie vengono contate per assicurare maggior validità ai dati raccolti. Un giorno mi sono arrivate sulla testa 60.000 poiane, poi un vortice di 80 aquile di specie diverse, o un'anatraia maggiore alla quale puoi chiedere l'età a occhio nudo tanto ti passa vicino. Belle foto le trovate sul sito; purtroppo ve ne sono alcune che mettono in luce il pericolo maggiore nel quale incorrono i migratori: il bracconaggio; secondo la legge georgiana è proibito sparare a qualsiasi rapace, ma il corpo forestale dice di essere troppo occupato contro i tagli illegali e intorno si spara tranquillamente: una poiana rimpiazza un pollo e un'aquila un tacchino. La gente è poverissima e non c'è lavoro; il maschio frustrato acchiappa la carabina e va su a dimostrare che sta facendo qualcosa.
Da quest'anno, fra altre iniziative, si è cominciato a contrastare tale attitudine incentivando i locali a procurare vitto e alloggio a pagamento ai "visitatori": i proventi del turismo (23-27Euro/persona/notte, comprensivo di vitto e alloggio) vanno per il 50% alla famiglia ospitante, 10% tasse, 10% all'agente turistico locale, 30% al progetto. Questa è la forma più soft per partecipare. Spostamenti e visite alle stazioni vengono organizzati dal progetto e il visitatore può dedicare quanto tempo vuole ai rapaci e ad altro. Già dalla stazione Est verso l'interno si stendono le foreste più rigogliose e varie del paleartico occidentale; tanto per dare un'idea da tale stazione è stato visto il picchio nero, il picchio dorso bianco e il picchio rosso mezzano. E non passano solo rapaci, ma anche cicogne, ghiandaie marine, gruccioni e....tante libellule. Migratori di ogni specie possono essere facilmente scovati ovunque, anche nelle aiuole di Batumi. A pochi kilometri da non perdere il giardino botanico, ben curato, immenso, a picco sul mare. E poi i parchi nazionali, paludi della Colchide e foreste vergini. Infine le spiagge sono a 4 passi. I più appassionati ed esperti si possono offrire come contatori.
Una volta presa conoscenza con il progetto si può continuare a collaborare come volontari o coordinatori in varie attività, anche da casa.
Rapaci in migrazione
Pivieresse a Principina di don Michele Lamberti - Ad ottobre, come l'anno scorso, ho fatto alcuni giri a Principina per osservare e fotografare qualche specie in migrazione. Per adesso ho visto e fotografato decentemente: alzavole, pivieri dorati, pivieresse, pittima minore, voltapietre, martin pescatore, piro piccolo, chiurlo maggiore, un piovanello maggiore juv. nel giorno della festa della Virgen de Guadalupe, Madonna del Mexico....ma confido che nelle prossime uscite avrò altre sorprese...
I pivieri dorati li ho visti il giorno di San Francesco di Assisi patrono degli italiani e in un certo senso anche degli amanti della natura. Poichè desideravo da tempo di vederli bene, considero l'avvistamento un regalo di san Francesco. Vi informo che sto pure preparando un poster su I SANTI E GLI ANIMALI che con l'aiuto della Provvidenza dovrei presentare nell'estate 2012 a Festambiente insieme ai monaci di Siloe di Sasso d'Ombrone.
Ho visto le pivieresse per la prima volta nel dicembre 2010 sempre sulla spiaggia di Principina. Fino a 20 esemplari insieme, pasturare con i Piovanelli pancianera. Ma sempre da lontano... Avevo tentato un capanno ma il vento di mare è micidiale e non permette di posizionare un capanno. Ho usato allora quest'anno il materiale di riporto naturale: rami e tronchi (tra l'altro piuttosto leggeri per via dell'azione del vento e del sole). Così sono riuscito a fare un piccolo riparo. Da qui, sfruttando le tabelle di marea, ogni 15 giorni è possibile avere le condizioni ideali per avvicinare gli uccelli limicoli e/o acquatici. Ho dunque scoperto anche il mondo dell'alta e bassa marea, che prima conoscevo solo superficialmente.
Dunque i limicoli riconoscono il momento giusto della giornata, non so se vanno a vista o come fanno, ma di fatto quando c'è la bassa marea frequentano regolarmente le zone che si liberano dall'acqua per pasturare. Così pure le pivieresse giungono regolarmente. Passano e ripassano l'area prescelta con il loro passo che è perfetto per fotografarle (al contrario ad esempio della pittima minore che ho visto in ottobre, irrequieta, affamata forse, non stava ferma un attimo, sempre camminando, girandosi a destra e sinistra...infilando il becco fino alla fine ora qui ora là). Le pivieresse come i pivieri hanno infatti un passo "stop and go" come dice la guida Collins. Per cibarsi sfilano letteralmente i vermi dal fango. Li afferrano col becco e tirando in alto con la testa li sfilano, come potremmo fare noi con le mani. Quando c'è il sole, l'acqua bassa oppure l'area fangosa si riempiono di piccoli animaletti (insetti?) che stanno sulla superficie. In quel caso le pivieresse li beccano fulminee, uno qua e uno là.
Anche le alzavole amano nutrisrsi di questi animaletti , come pure le ballerine, gli spioncelli etc. Le pivieresse richiamano spesso. Forse per segnalare la loro presenza ai conspecifici, ma non ho ancora capito se per chiamarli al cibo o per tenerli lontani dal cibo... Certo è che quando ho visto una pivieressa arrivare in volo in quel pezzo di spiaggia ricca di cibo, la "proprietaria", che già stava lì, ha arruffato le penne del dorso e dopo due o tre passi di avvicinamento gli si è avventata contro e sono volate via insieme.
Pivieressa a Principina - Foto M. Lamberti
Lassù in montagna tra i Nibbi di Michelangelo Colli - Beh, non esageriamo: la zona compresa fra Rocchette di Fazio e il Monte Labro non supera i 1100 metri s.l.m., ma da noi gente di pianura sono viste come alte montagne.
Dici Rocchette di Fazio, e automaticamente ti viene in mente il CERM, dove quel pozzo di scienza di Guido Ceccolini fa gli onori di casa, unitamente alla sua Anna Cenerini, per il censimento nazionale dei nibbi reali organizzato dal CISO. Siccome vengo di rado da queste parti, con Fabrizio Farsi e Luca Tinti decidiamo di intraprendere un viaggio lungo un giorno, per visitare in mattinata il Parco Faunistico del Monte Amiata, vero gioiello che ricalca il modello delle Wilderness tedesche, e trasferirci successivamente a Rocchette, dove, oltre a Guido e Anna, ci aspettano altri amici che parteciperanno a questo evento. Immancabile Marco Dragonetti con il suo preziosissimo parabolone. Abbiamo poi la di lui moglie, Matteo Baini con antenna (che a me profano pare essere televisiva) inviante rumori che ricordano quelli trasmessi dagli apparati dei radioamatori. E ancora: Valentina Falchi in veste di ristoratrice (ma non Sergio Vignali, misteriosamente assente: forse si è travestito da nibbio), un amico di Guido proveniente dal Lazio, ma del quale, a mia massima colpa, non ricordo il nome. Insomma: pochi ma buoni. E poi, siccome siamo ormai super-organizzati, annoveriamo anche gli inviati speciali, come le testate giornalistiche di punta: il buon Luca Passalacqua, che è incaricato di perlustrare la zona della discarica di Manciano, nonchè Pietro Giovacchini e Fausto Corsi che batteranno la zona della discarica di Cannicci a Paganico, perché movimenti di nibbi sono stati registrati anche in quelle zone. Per la cronaca torneranno a casa a bocca asciutta tutti quanti.
Ora, mi si perdoni il fatto che:
1) non sono riuscito a contarli accuratamente perché si intrecciavano spesso fra di loro, rendendo perciò la conta un lavoro certosino;
2) non ho chiesto la provenienza di quelli placcati, né mi ricordo le sigle, a parte quella che ho letto io (IDZ), pertanto non so fare un dettagliato resoconto tecnico, come magari giustamente si pretenderebbe;
3) mi sono dovuto far spiegare la differenza fra nibbi bruni e reali, dimostrando scarsa dimestichezza con i rapaci;
Però ricordo, e posso pertanto affermare che:
1) la stima finale parla di oltre una quarantina di esemplari, con un paio di bruni e una (o due?) poiana/e
2) c'era un reale in fase chiara, probabilmente svizzero o corso
3) senza riuscire a scendere in particolari, il progetto di reintroduzione del nibbio reale, iniziato anni addietro, nel suo insieme è riuscito egregiamente, e di questo bisogna ringraziare la tenacia della coppia Ceccolini-Cenerini, nonché il prezioso contributo di Vignali-Falchi e degli altri "amiatini".
Mentre li osservavo, in quell'orgia di intrecci / planate / volteggi / botte da orbi con cornacchie e airone cenerino invasore, il tutto in attesa del solito lauto pasto offerto loro dal rinomato ristorante/trattoria "da Guido", ho potuto apprezzare la loro maestria nel volo, con quelle code forcute in continuo movimento per direzionarsi al meglio.
Marco: scalognato. Si allontana subitamente per captare al meglio gli insistenti richiami dei pennuti, ma incappa in un trattore (!) in funzione proprio sotto di noi. Magari, se rimaneva dove si trovavano gli altri, poteva fare un lavoro decente, perché il ponente che soffiava in direzione dei censitori portava distintamente quei canti (fischi) che lui cercava con trepidazione. Incerti del mestiere.
Saluti finali verso il tramonto, con Anna vanamente (e gentilmente) intenta ad invitarci a casa per offrirci, oltre agli ottimi biscotti che abbiamo generosamente ingurgitato durante la conta, anche un thè con annesse chiacchiere varie.. No, sarà per un'altra volta.
NOTIZIE BREVI -- Nunzio D'Apolito ci comunica l'avvistamento di un bel Picchio muraiolo in novembre in quel di Pitigliano.
Picchio muraiolo a Pitigliano - Foto N. D'Apolito
-- Guido Ceccolini ci scrive: "Vi giro un interessante link su alcuni video ottenuti con l’attività di bird-gardening. Questo mio messaggio è anche per gli iscritti al corso birdwatching, come integrazione della lezione del 9 dicembre. Per visualizzare il video cliccate qui"
-- Informiamo tutti gli amici e i simpatizzanti del GOM, che come di consueto abbiamo iniziato i controlli e censimenti dei dormitori invernali degli aironi nella provincia di Grosseto. E' stata fatta una prima tornata di conteggi tra il 14 e il 22 dicembre. La prossima è prevista attorno alla metà di gennaio. Coloro che desiderassero partecipare a questa iniziativa sono pregati di mettersi in contatto con Pietro Giovacchini, inviando una mail a questo indirizzo.
-- Forse qualcuno dei nostri lettori si ricorderà del filmato che mostrava un caso di notevole aggressività tra due pettegole, inserito in un precedente numero de L'Occhione. Ora Michelangelo Colli fa il bis e ce ne invia un altro girato a Orbetello in novembre. Evidentemente anche in uccelli abbastanza gregari come le pettegole ogni tanto scatta una competizione per conquistare un buon posto di alimentazione. Una annotazione importante: alla fine della lotta, una delle due ha dovuto cedere e se ne è andata. Chi vuol vedere il filmato clicchi qui.
-- don Michele Lamberti ci invia le foto di un Falco Sacro, forse lo stesso che era stato segnalato in settembre da Claudio Martelli al Parco della Maremma. Il falco è stato visto in novembre sull'Ombrone, a caccia di alzavole. Comunque tutti gli uccelli in zona fuggivano allarmati dalla presenza del rapace: chiurli, germani, mestoloni, colombacci...
Falco sacro - Foto M. Lamberti
-- Pietro Giovacchini segnala la presenza di una Averla maggiore ad inizio di dicembre nei pressi di Sasso d'Ombrone. Non lontano da quella zona l'inverno scorso era stato segnalato un individuo della stessa specie.
-- Fausto Corsi e Michelangelo Colli segnalano 23 Gru avvistate alla Diaccia-Botrona e nei pressi di Principina questo mese di dicembre.
-- Fabrizio Farsi ci invia una foto di una sconosciuta specie di GROSSO anfibio. Abbiamo richiesto un parere a Giacomo Radi, erpetologo ed eminente studioso di anfibi, che ci ha fornito il seguente referto tecnico: "Che bella osservazione! Non se ne trovan più molti in giro; si tratta dell'Ululone groppone bianco (Bombyno paludanis ssp. GYOVAKINIS !!!)"
Eccovi qui sotto la foto incriminata.
L'ululone GYOVAKINIS!! - Foto F. Farsi.
L'ANGOLO DEI CANTI E RICHIAMI - In questo numero ci siamo occupati dei nibbi, ci sembra quindi il caso di farvi sentire la voce del Nibbio reale (Milvus milvus) (556 KB) e per confronto quella della comune Poiana (Buteo buteo) (116 KB).
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LE FOTO DEL MESE - Qui di seguito inseriamo le foto scattate dagli amici del GOM che ci arrivano in redazione. Vi invitiamo a collaborare inviandoci un vostro contributo: anche se si tratta di foto non perfette tecnicamente, ma che ritraggono soggetti interessanti o documentano abitudini e comportamenti particolari, sono assolutamente gradite!!
Vi presentiamo alcuni interessanti scatti su vari soggetti: cliccate qui (380 KB) e qui (400 KB).
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